Facciamo un salto nel passato dell'auto elettrica: nel 2019, in Italia, il bollo delle vetture a corrente era gratuito, mentre gli incentivi statali arrivavano a 6.000 euro per comprare un mezzo con emissioni di anidride carbonica non superiori a 20 g/km, rottamando una vecchia termica. Molti enti locali favorivano inoltre la diffusione delle macchine a batteria, consentendo l'ingresso gratuito nelle Zone a traffico limitato e la sosta libera negli stalli blu.
Ecco, un'altra epoca: sebbene i punti a favore dell'elettrico siano ancora molti le recenti decisioni della politica, a livello centrale e locale, stanno erodendo progressivamente alcuni dei suoi benefici storici.
Le elettriche non pagano il bollo per cinque anni e al momento non esiste un'esenzione automatica equivalente per le auto a combustione: tuttavia, il quadro cambierà parecchio nel 2027.
Il governo ha previsto con decreto l'esenzione dalla tassa automobilistica regionale su una sola auto a benzina o diesel fino a 80 kW (109 CV) per ogni persona fisica. Il provvedimento deve ancora superare l'esame del Parlamento, mentre l'esecutivo punta a rendere strutturale la misura con la legge di Bilancio e valuta di eliminare il limite di potenza, riconoscendo il beneficio alla vettura meno potente posseduta da ciascun contribuente. I confini definitivi dell'agevolazione sono ancora in discussione.
Nella formulazione attualmente prevista dal decreto, il limite degli 80 kW prescinde dalla classe di omologazione Euro, dalle emissioni di CO2 e dal particolato: una vettura obsoleta e molto inquinante può quindi beneficiare, per il bollo dovuto nel 2027, della stessa esenzione riconosciuta a un'elettrica. Se poi il limite di potenza venisse eliminato, come valuta il governo, la platea delle termiche agevolate diventerebbe ancora più ampia.
Nel 2027 l'elettrico non sarebbe dunque più il solo a godere di quel plus: il vantaggio rispetto alle termiche nuove e usate che rientrano nell'agevolazione diminuirebbe drasticamente.
Dopo la tornata di incentivi statali del 2024 e 2025 a favore della domanda, ossia dei consumatori, il governo ha deciso di introdurre bonus solo a favore dell'offerta, cioè delle Case. Fra l'altro, quel fondo era originariamente destinato alle colonnine, ma è stato poi dirottato sulle macchine per il flop del bando.
Per il 2027 risultano stanziati fondi a favore dell'acquisto delle wallbox, ma non sono previsti nuovi contributi statali destinati ai privati che vogliono comprare auto elettriche.
Il parcheggio gratuito per le auto elettriche negli stalli blu non è mai stato una garanzia uniforme sul territorio nazionale, ma sta aumentando il numero di Comuni che impongono il pagamento, con procedure più complesse e maggiori vincoli.
A Milano, il permesso di sosta libera può essere richiesto da persone fisiche che hanno la residenza, il domicilio o un centro d'interesse - lavoro, studio o svago - nel territorio comunale. La domanda va presentata online tramite il “Fascicolo del Cittadino”, con SPID o CIE, pagando i relativi diritti di bollo. Per i veicoli elettrici di proprietà del richiedente il permesso dura cinque anni.
A Brescia l'irrigidimento è più evidente: dal 1° agosto 2026 anche le auto elettriche pagano la sosta negli stalli blu. Rimane la possibilità di parcheggiare gratuitamente negli stalli gialli riservati a residenti e autorizzati all'interno della ZTL, ma soltanto in presenza del relativo permesso.
A Firenze i residenti con un'elettrica possono sostare gratuitamente negli stalli blu di sosta promiscua, previa registrazione della targa. Per i non residenti è previsto uno sconto del 50% sugli abbonamenti, ma sempre dopo l'abilitazione del veicolo.
L'esenzione dal bollo per le elettriche dura cinque anni. Al termine del quinquennio si applicano le disposizioni previste dalla normativa nazionale e regionale, con alcuni territori che riconoscono ulteriori agevolazioni.
I proprietari di un'auto elettrica fanno i conti con le imposte gravanti sulla corrente e con possibili aumenti dell'elettricità, ma l'impennata dei prezzi di benzina e diesel causata dalla guerra USA-Iran non si trasferisce direttamente e con la stessa intensità sui costi di utilizzo della propria vettura.
E ancora: di solito le elettriche viaggiano liberamente durante i blocchi del traffico antismog, mentre ogni anno chi possiede una termica teme un inasprimento delle regole per il futuro, specie se si tratta di diesel Euro 5, come in Pianura Padana, ed Euro 4, come a Roma.
Da evidenziare anche il trattamento fiscale delle auto aziendali concesse ai dipendenti in uso promiscuo. Nel regime introdotto nel 2025, il fringe benefit imponibile viene calcolato sul 10% dell'importo convenzionale ACI per le elettriche, contro il 20% delle plug-in hybrid e il 50% delle altre alimentazioni, fatte salve le disposizioni transitorie.
Esistono poi agevolazioni territoriali sui pedaggi. Sulle autostrade A35 Brebemi e A58 Tangenziale Esterna, per esempio, le auto esclusivamente elettriche possono ottenere uno sconto del 30% sui percorsi interni alle due reti. L'agevolazione richiede l'adesione all'iniziativa ed è legata all'utilizzo del telepedaggio: non costituisce quindi un beneficio automatico né valido sull'intera rete autostradale nazionale.
Precisazione finale. Ci siamo limitati a valutazioni di carattere normativo e burocratico, senza approfondire il tema dei possibili risparmi energetici e della minore manutenzione, vantaggi che possono essere significativi ma variano in base all'utilizzo, alle modalità di ricarica e ai costi dell'energia.