L'offerta automobilistica sta attraversando una trasformazione strutturale, caratterizzata dall'ingresso di nuovi marchi, in gran parte cinesi, dall'ampliamento del numero di modelli e da una semplificazione delle gamme.
Secondo le analisi della Banca Dati di Quattroruote Professional, presentate a Quattroruote Next da Carlo Siviero, Data Factory & Market Analysis Director, tra gennaio 2020 e ottobre 2026 il numero di brand presenti sul mercato è infatti aumentato del 56,36% da 55 a 86, mentre i prodotti sono cresciuti del 40,16% da 371 a 520.
Tra il 2020 e ottobre 2026, il listino medio è passato da 45.967 a 63.374 euro, con un incremento del 37,87%, contro un'inflazione cumulata del 23-24%: in particolare, nel segmento A i prezzi sono saliti del 38,45%, mentre nel B la crescita si è fermata al 25,66%.
I prezzi medi di elettriche e ibride plug-in sono aumentati rispettivamente del 31,64% e del 15,74%. In parallelo, l'autonomia elettrica delle citycar è cresciuta dell'81%, a prezzi quasi invariati, e quella delle compatte del 70%. Analogo andamento per le PHEV, che oggi hanno spesso 100 km di autonomia in più in elettrico.
La maggiore varietà di tecnologie rende tuttavia più complessa la scelta dell'alimentazione e, soprattutto, la valutazione della sua convenienza economica: parliamo del costo complessivo di possesso e utilizzo del veicolo (TCO), che dipende da fattori come prezzo di acquisto, percorrenza, tipo di tragitto, abitudini di guida e modalità di rifornimento o ricarica.
Nel segmento A, tra gennaio 2020 e ottobre 2026 i prezzi crescono del 38% per il GPL e del 23% per la benzina, a fronte di un +1,34% per l'elettrico. L'analisi sui consumi in quattro anni (15.000 km/anno a Milano) conferma che l'elettrico con ricarica domestica e l'ibrido HEV garantiscono i risparmi più elevati rispetto alla benzina. Nel segmento C (20.000 km/anno per quattro anni), l'elettrica con ricarica domestica offre il maggior risparmio sul carburante (-6.758 euro rispetto alla benzina), seguita dal GPL (-6.008 euro).
Per i costi di manutenzione, IVA inclusa, nei modelli del segmento A le auto elettriche registrano i costi più bassi in assoluto: 636,8 euro a quattro anni e 1.273,7 euro a otto anni, mentre le vetture a GPL risultano le più onerose, raggiungendo rispettivamente 1.429,7 euro e 2.815,5 euro. In una fascia intermedia si collocano benzina, mild hybrid e full hybrid. Andamento analogo, seppure con spese superiori, nella categoria C.
Da gennaio 2020 a inizio 2027, le quotazioni dell'usato mostrano una parabola ascensionale con successiva flessione: tra il 2021 e l'inizio del 2024, la scarsità di prodotto e l'inflazione hanno spinto il valore residuo verso il picco massimo. Quindi, una costante discesa che accompagnerà il mercato fino al 2027.
Fanno storia a sé le elettriche, con prezzi dell'usato che, partiti da una base molto bassa nel 2020, rimangono depressi sino alla fine del 2021. L'anomalia si registra tra il 2022 e il 2023, quando la linea s'impenna, trainata dagli incentivi: passata quella spinta, il valore residuo crolla anche per la rapida obsolescenza tecnologica delle batterie.