Dopo le anticipazioni dei mesi scorsi, JAS Motorsport e Pininfarina hanno presentato in anteprima mondiale la Tensei, prima vettura stradale ad alte prestazioni della società di Arluno, costruita sulla base della Honda NSX prima serie. Il progetto, il cui nome deriva dalla parola giapponese "rinascita", non si presenta come restomod o replica: la monoscocca originale in alluminio viene scansionata al laser e rinforzata con elementi strutturali in carbonio incollati su montanti A, montanti B e tunnel centrale, mentre la carrozzeria è interamente rifatta in fibra di carbonio. Il peso a secco dichiarato è di 1.250 kg.
La produzione della Tensei è fissata in 35 esemplari, costruiti su misura presso l'Atelier JAS di Arluno, con le personalizzazioni affidate all'atelier Pininfarina di Cambiano. Il prezzo? Riservato.
È più grande, ma bella come l'originale
Rispetto all'originale del 1990, le carreggiate crescono di
170 mm all'anteriore e 190 al posteriore, mentre il passo si allunga di 55 mm arrivando a
2.585 mm. La Tensei è lunga
4.415 mm, larga 1.928 all'anteriore e 2.000 al posteriore, con un'altezza di 1.145 mm. Per realizzare i
fari a scomparsa, elemento distintivo della NA1, Pininfarina e JAS hanno sviluppato un
sistema servoassistito con cinematismi in alluminio e proiettori a matrice di LED, che da chiusi si integrano nel cofano in carbonio. Al posteriore rimane la
barra luminosa orizzontale, rivista con una
firma a LED tridimensionale.
Il motore è un V6 da 420 CV
Il motore è un
V6 da 3.5 litri aspirato sviluppato da Judd Power, l'azienda britannica fondata nel 1971 da John Judd e Jack Brabham: partendo dal basamento
Honda C30A, Judd ha mantenuto architettura e angolo tra le bancate, riprogettando tutti gli altri componenti, dall'albero motore a corsa corta alle
testate in lega leggera con valvole in titanio. Al posto del sistema
VTEC originale, la distribuzione è a fasatura fissa. Il motore eroga
420 CV a 8.300 giri/min,
414 Nm a 5.500 giri, con la zona rossa del contagiri a 8.500 giri. La trasmissione è affidata a un cambio manuale a sei rapporti con
leveraggio a H e frizione bidisco in carbonio, con
differenziale autobloccante Torsen.
Meccanica da vera sportiva
Le sospensioni adottano un doppio triangolo all'anteriore in alluminio
Ergal 7075 ricavato dal pieno e uno schema
multilink a cinque bracci al posteriore, con ammortizzatori
KW a controllo elettronico sviluppati su misura. L'impianto frenante è un
Brembo con dischi da 380 mm all'anteriore e pinze a sei pistoncini, 360 mm e quattro pistoncini al posteriore. I cerchi sono
monodado forgiati OZ Racing, da 19x9" davanti con pneumatici 245/35 e 20x10,5" dietro con 285/30.
Come la voleva Senna
L'
abitacolo mantiene l'ergonomia originale voluta da
Ayrton Senna: plancia bassa e montanti sottili, con sedili
monoscocca Sabelt rivestiti in pelle pieno fiore cucita a mano. Il volante ha un pulsante dedicato alla selezione delle modalità di guida e il
marker in titanio a ore 12. Poco invasiva la tecnologia, con
due schermi Oled configurabili, per la strumentazione digitale (sotto una palpebra in carbonio) e per l'infotainment, nella console centrale. I rivestimenti sono firmati
Alcantara, scelta sia per il contenimento del peso che per il
grip nelle zone di contatto dinamico (come il volante). Nell'esemplare presentato oggi la finitura è nera, ma le possibilità di personalizzazione consentono di scegliere
colori,
abbinamenti e
lavorazioni.