In un anno i
veicoli con targa estera (ufficialmente censiti) in circolazione in Italia sono aumentati del 32%. Il 30 giugno scorso erano 118.588, 29.048 in più rispetto allo stesso giorno del 2025. Un boom trainato dal fenomeno delle
targhe polacche, di cui ormai parla anche la stampa internazionale, ma che, ovviamente, non si esaurisce alla Polonia, nonostante Varsavia, come vedremo, la faccia da padrona in questa particolarissima vicenda.
Reve non significa esterovestizione
Ma vediamo nel dettaglio cosa rivelano i numeri forniti a Quattroruote dall'Aci, gestore, attraverso il Pra, del
Registro dei veicoli esteri in Italia, il cosiddetto
Reve, istituito nel 2022 dallo Stato con un duplice obiettivo: assicurare la tracciabilità degli utilizzatori e contrastare - con risultati deludenti, va detto - gli abusi legati all'
esterovestizione finalizzata a eludere tasse, imposte, multe e, soprattutto, assicurazioni italiane. Prima di analizzare i numeri, però, è necessaria una premessa. Anzi, due. In primo luogo, l'iscrizione di una targa estera nel Reve (obbligatoria se il mezzo immatricolato oltrefrontiera è nella disponibilità per oltre 30 giorni, anche non consecutivi, nell'anno solare di una persona residente in Italia) non significa automaticamente che il veicolo su cui è applicata sia stato oggetto di esterovestizione. Inoltre, l'iscrizione nel Reve non esaurisce, evidentemente, il numero complessivo dei
veicoli esteri in circolazione in Italia, dato che numerose categorie di mezzi con targa straniera non sono soggette a iscrizione nel registro.
Due veicoli su tre sono “polacchi”
Fatte queste premesse, se si analizzano i dati per “nazione di provenienza”, diciamo così, si scopre che il 63,8% di tutti i
veicoli esteri (auto, moto e mezzi commerciali) che al 30 giugno scorso erano iscritti nel Reve proveniva dalla
Polonia: 75.701 su 118.588. Seguono, in questa particolare classifica, la
Germania (14.067) e la
Romania (7.464). In totale sono 66 le nazioni del mondo rappresentate nel Reve, dieci delle quali con un appena un veicolo: Brasile, Cina, Cuba, Egitto, Gambia, Kuwait, Panama, Ruanda, Serbia e Siria. Nella tabella che segue sono riportati i primi dieci Paesi:
Da Napoli a Bolzano: dove si concentrano i veicoli esteri
Se, invece, si analizzano i dati per
provincia di residenza dell'utilizzatore registrato, si scopre che in ogni territorio risiedono persone che usano una macchina, una moto, un furgone o un camion immatricolato all'estero. La provincia che ne annovera di più è quella di
Napoli, con 72.198 mezzi, circa il 61% di tutti quelli registrati, davanti a
Bolzano (6.610) e Caserta (3.324). Le tre province in cui ve ne sono meno sono tutte siciliane: Trapani (25), Caltanissetta (22) ed Enna (7). Nelle tabelle che seguono sono riportati i dieci territori più interessati e meno interessati da questo fenomeno.
Le dieci province con più veicoli esteri…
…e le dieci che ne hanno di meno