La Tesla continua a lanciare segnali di ripresa, quantomeno rispetto a un recente passato caratterizzato dalle feroci polemiche sulle posizioni politiche del suo patron Elon Musk.
Nel terzo trimestre, l'azienda texana ha consegnato 486.532 veicoli, solo il 2,13% in meno rispetto al record storico di 497.099 raggiunto proprio un anno fa e l'1,33% in più rispetto alle 480.126 unità spedite ai clienti tra aprile e giugno scorsi.
Ancor più importante è il confronto con le stime degli analisti di Borsa, che si aspettavano un trimestre decisamente meno brillante, con poco più di 461 mila consegne, a causa della cancellazione dei crediti fiscali statunitensi da parte dell'Amministrazione Trump durante gli ultimi mesi del 2025.
La Tesla non fornisce uno spaccato delle vendite per regioni, ma è probabile che a trainare i dati sia stata la ripresa in Europa, dove il caro-carburanti, ormai generalizzato in tutto il continente, sta spingendo la diffusione della mobilità elettrica.
Mancano dettagli anche sul contributo dei diversi modelli. L'azienda si limita a comunicare solo due insiemi di dati: Model 3 e Y e tutti gli altri veicoli. Berlina e Suv sono state consegnate in 478.237 esemplari, oltre il 98% del totale.
Infine, un segnale positivo arriva anche dalla produzione. Nei tre mesi al 30 settembre, le fabbriche della Tesla hanno sfornato 464.391 veicoli, il 3,8% in più sul pari periodo dell'anno scorso e il 2,8% in più sul secondo trimestre.