L'Europa assembla le elettriche, ma l'Asia controlla le batterie


Data inizio: 21-08-2026 - Data Fine: 21-10-2026


Foto (1)

Il 98% della capacità produttiva europea di batterie è controllato da aziende asiatiche. Un dato che fotografa la difficoltà dell'Europa nel costruire una filiera autonoma per uno dei componenti più importanti delle auto elettriche. Mentre Bruxelles punta a rafforzare la propria sovranità industriale, la produzione delle celle resta saldamente nelle mani dell'Asia, con la Cina in posizione dominante.

E il problema non riguarda soltanto la competitività. Secondo Deloitte, senza una filiera più forte il settore potrebbe lasciare sul tavolo 10,5 miliardi di euro di profitti nei prossimi quattro anni. Nel 2025, inoltre, il 77% delle celle per batterie destinate ai veicoli elettrici è stato prodotto in Asia, contro il 70% registrato nel 2024.

Batterie per elettriche: l'Europa rischia di perdere 10,5 miliardi

La base di partenza è che, entro il 2030, oltre 28 milioni di auto elettriche o ibride plug-in potrebbero uscire dagli stabilimenti europei, richiedendo circa 2.000 GWh di capacità produttiva.

Secondo il report, senza una filiera realmente competitiva le aziende del settore potrebbero perdere 10,5 miliardi di euro di profitti nei prossimi quattro anni. Un dato particolarmente rilevante se si considera che le batterie rappresentano circa il 40% del costo complessivo di una BEV.

L'Europa rischia così di assemblare veicoli elettrici nei propri stabilimenti, lasciando però agli operatori asiatici il controllo delle tecnologie chiave e della quota maggiore del valore aggiunto. Le Case automobilistiche risulterebbero inoltre più vulnerabili alle tensioni geopolitiche e alle possibili interruzioni della catena di approvvigionamento.

Batterie cinesi: la strategia UE per ridurre la dipendenza

L'indagine conclude tuttavia che il percorso verso una maggiore sovranità industriale europea sia ancora alla portata grazie a politiche efficaci e mirate.

Bruxelles punta in particolare sul Made in UE, attraverso iniziative destinate a rafforzare la filiera locale e a ridurre la dipendenza dalla Cina. L'obiettivo è garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche, come litio, cobalto e nichel, fissando traguardi vincolanti per estrazione, lavorazione e riciclo all'interno dei confini comunitari.

La strategia passa anche attraverso finanziamenti pubblici autorizzati dalla Commissione Europea e nuove regole in materia di sostenibilità e tracciabilità, tra cui il Battery Passport.




Contattaci per maggiori informazioni