Il noleggio si conferma trainante per il mercato dell'auto italiano. In particolare, secondo l'analisi trimestrale condotta da Aniasa e Dataforce, tra aprile e giugno le immatricolazioni del canale (auto e veicoli commerciali leggeri) sono state pari a 165.804, il 3,33% in più rispetto al secondo trimestre del 2025. A trainare la crescita è la componente di breve termine, con un balzo del 23,7%, mentre il lungo termine, protagonista l'anno scorso di un rimbalzo legato agli acquisti delle società captive e a un bando Consip, accusa una flessione del 4,1%.
Nel complesso, il noleggio ha un peso del 33,14% sul mercato totale nel secondo trimestre e del 33,37% nel semestre. Quest'ultimo dato è al cento del commento del presidente dell'associazione Italo Folonari: "Nei primi sei mesi dell'anno il noleggio ha confermato la propria rilevanza strategica per l'industria automotive, consolidando la quota di un terzo delle immatricolazioni nazionali. Un ruolo ormai strutturale che, grazie all'elevato turnover delle flotte, contribuisce in modo determinante ad accelerare il rinnovo del parco circolante italiano, tra i più vetusti d'Europa, favorendo la diffusione di veicoli più sicuri, efficienti e a ridotte emissioni".
"È quindi paradossale che proprio il settore che più di ogni altro sostiene la modernizzazione della mobilità sia oggi colpito da misure fiscali penalizzanti (le ultime in ordine di tempo quelle sul fringe benefit e sull'Ipt), ispirate principalmente a esigenze di cassa. Interventi che finiscono per aumentare costi e complessità per le imprese italiane, riducendone la capacità di programmare investimenti. Se questa impostazione non verrà corretta, il rischio concreto è di rallentare ulteriormente il ricambio del parco veicoli e di comprimere gli investimenti nella mobilità aziendale, turistica e cittadina, con effetti negativi sulla competitività del Paese e sulla qualità dei servizi di mobilità disponibili per cittadini e imprese", aggiunge Folonari.
Quanto ai modelli più noleggiati nel lungo termine, il secondo trimestre vede la Volkswagen Tiguan strappare il primo posto a Fiat Panda. Seguono Peugeot 3008, Fiat Grande Panda e BMW X1. Tra i commerciali, Fiat Doblò precede Fiat Ducato, Ford Transit, Iveco Daily e Fiat Scudo. Nel breve termine, invece, il primato è della BYD Atto 2, davanti a Peugeot 208, MG ZS, MG3 e Peugeot 2008. In ambito LCV, il Ducato mantiene il primato, seguito da Iveco Daily, Fiat Doblò, Opel Movano e Fiat Scudo.
Sul fronte delle alimentazioni, nel lungo termine dominano le auto a benzina (comprese le mild hybrid) con una quota che però scende al 39,6%. Cala al 23,2% il peso delle auto a gasolio, mentre le plug-in hybrid salgono al 18,7%. Stabili, intorno al 7%, le elettriche pure e al 9% circa le full-hybrid. "È evidente - sottolinea l'associazione - che il rinnovamento del parco circolante del Nlt quest'anno non corre come sarebbe nel suo potenziale. Come aveva previsto Aniasa tempo fa, quando è cambiata la fiscalità sul fringe benefit molte aziende hanno preferito prolungare i contratti in essere piuttosto che rinnovare la flotta convertendosi all'elettrico puro o alle PHEV. Le alimentazioni più virtuose (plug-in hybrid, full hybrid ed elettrica), nelle immatricolazioni di noleggio a lungo termine quest'anno rappresentano una quota del 35%, circa un punto in meno del mercato nel suo complesso. A contribuire all'impasse c'è anche la nuova regolamentazione dell'IPT sulle auto in noleggio, che sta generando qualche ritardo di immatricolazione".
Nel noleggio a breve termine, benzina al 50%, mentre il gasolio precipita al 13%. Le full hybrid salgono al 13,4%, le plug-in hybrid al 18% e le elettriche a poco meno del 4%. Nei veicoli commerciali leggeri, invece, il diesel rimane aggrappato alla soglia dell'80% nel lungo termine, mentre rappresenta il 95,3% nel breve.