Fortemente voluto da John Elkann, Ive viene spesso definito l'uomo che ha salvato Apple dal fallimento, il designer che ha fatto evolvere il mondo tech ripartendo dalle radici del design industriale.
Il suo linguaggio è evidente anche nella Ferrari Luce. Alla base c'è il minimalismo di Dieter Rams, la matita della Braun che dagli anni '50 ha creato prodotti capaci di andare oltre la loro funzione per diventare elementi d'arredo, quando non vere e proprie opere d'arte. Impossibile guardare l'orologio della Luce - o dei primi iPhone - senza pensare al segnatempo Braun ABW 30, o osservare l'iPod senza intravedere la radiolina T3.
Come per Rams, tutto è studiato per essere esteticamente appagante - “la bellezza è parte integrante dell'utilità” - ma nulla è mai fine a sé stesso. Tanto nei device quanto nella Ferrari Luce, per Ive l'hardware deve creare un continuum con il software, offrendo una facilità d'uso immediata. Il digitale dialoga con l'analogico: un esempio è il feedback aptico dello schermo centrale, quella vibrazione che permette di percepire tasti in realtà virtuali, oppure gli schermi sovrapposti alle lancette tradizionali.
Per ottenere tutto ciò serve un approccio multidisciplinare, ed è qui che entra in gioco LoveFrom. Forte di oltre 14.300 brevetti e del titolo di baronetto conferito dalla Regina Elisabetta nel 2012, Ive ha lasciato Apple nel 2019 per fondare questo collettivo che riunisce creativi di ogni estrazione: architetti, sound designer, filmmaker ed esperti di interfacce uomo-macchina.
"L'interpretazione da parte di una matita esterna al Ferrari Design Studio diretto da Flavio Manzoni ha permesso di portare uno sguardo nuovo e favorire quella cross fertilization che consente di introdurre linguaggi nuovi”, spiega il Cavallino. “A LoveFrom è stato dato lo spazio creativo necessario a definire fin dall'inizio la direzione del design del progetto, per tradurre un nuovo linguaggio stilistico interdisciplinare in un'autentica esperienza Ferrari”.
Nei suoi sette anni di attività, l'azienda - che deve il nome a Steve Jobs, che parlava di “produrre le cose con amore e con cura” - ha lavorato con clienti di primo piano. Non solo Ferrari, Apple e Moncler, ma anche Christie's, per la quale ha realizzato un nuovo podio per le aste, e ora OpenAI. È una delle collaborazioni tech più chiacchierate del momento e dovrebbe portare alla nascita di uno smart speaker dotato di telecamera e potenziato dall'intelligenza artificiale. Previsto per il prossimo anno, sarà seguito da occhiali smart e da una lampada intelligente. Curiosamente, un oggetto ideato per fare… luce.