Caratterizzata da un design molto originale, ispirato ai robot dei cartoni animati giapponesi e fatto di tagli netti e linee geometriche (anche nell'abitacolo), la Omoda 4 è lunga 4,4 metri ed è un modello pensato esplicitamente per le generazioni più giovani.
A loro è dedicata anche l'inedita AI Cabin, assistente virtuale che sarà disponibile sulla Omoda 4 e che integra gaming, conversazione in linguaggio naturale e navigazione vocale intelligente.
A bordo spiccano il display dell'infotainment a sviluppo verticale e il pulsante d'accensione coperto da uno sportellino rosso, come sui jet (e sulle Lamborghini Huracán e Aventador).
La Omoda 4 sarà disponibile inizialmente con una motorizzazione a benzina, con lo stesso 1.6 da 147 CV della Omoda 5. Da quest'ultima prenderà anche il powertrain full hybrid da 150 kW (204 CV), che abbiamo avuto modo di provare proprio sulla SUV cinese alla fine dello scorso anno. Più avanti potrebbero arrivare anche motorizzazioni plug-in e full electric.
Al momento non ci sono specifiche tecniche o altre anticipazioni: il costruttore cinese si è limitato a dire che insieme alla Omoda 4 sarà commercializzata anche la versione Ultra, che “spinge potenza e performance ai massimi livelli”. Rimaniamo in attesa di ulteriori dettagli.
Dopo essere riuscita a consegnare un milione di auto nei suoi primi tre anni di vita, al Salone di Pechino Omoda & Jaecoo dichiarano un obiettivo ancora più ambizioso: arrivare a un milione di vendite su base annua entro il 2027.
I due marchi sono già presenti in 69 paesi in tutto il mondo, di cui 18 in Europa: è proprio questo mercato il più fertile, con il 41,5% delle vendite globali totali e un incremento del 246% a marzo 2026 (anche in Italia la crescita è stabilmente a tre cifre).