Dopo il brusco calo di gennaio, torna leggermente in positivo il mercato delle auto usate in Italia, che segna un +0,7%, risultato ottenuto però solo grazie alle minivolture.
Secondo i dati UNRAE, a febbraio 2026 i trasferimenti sono stati 493.963, contro i 490.757 dello stesso mese del 2025: quelli netti calano dell'1,9%, mentre le minivolture, ossia i passaggi ai concessionari in attesa della rivendita, segnano un +3,9%.
Dall'inizio dell'anno il calo è del 4,2%, con 938.116 trasferimenti (nel 2025 erano 961.122).
Nei passaggi mensili, a febbraio si registra un lieve guadagno delle motorizzazioni a benzina (39,2%) rispetto al diesel (38,4%). Crescono, come prevedibile, le ibride (dal 9,4% al 12%), le plug-in (dall'1,2% all'1,7%) e le elettriche (dall'1% all'1,2%). In aumento anche il GPL (5,4% contro 5,2%), mentre cala leggermente il metano (dal 2% all'1,9%).
Per quanto riguarda l'anzianità delle vetture, continua a crescere il divario tra le “giovanissime” (0-1 anno, dal 6,7% all'8,1%) e quelle con oltre dieci anni (dal 47,3% al 48,1%). Stabili le auto da 6 a 10 anni (17,4%), mentre calano quelle tra 1 e 6 anni (da 11,8% a 9,9%). Nel complesso, quasi un'auto su quattro (24,6%) ha fino a 4 anni di anzianità.
Per quanto riguarda le minivolture, le auto a gasolio restano le più scambiate: perdono 3,3 punti rispetto all'anno precedente, ma mantengono il primo posto con il 41%. Crescono le benzina (32,6%), mentre calano GPL (5,3%) e metano (1,7%). In aumento anche ibride (dal 12,7% al 15,6%), plug-in (dall'1,8% al 2,1%) ed elettriche (dall'1,2% all'1,7%).
Anche tra le minivolture cresce la quota delle vetture con più di 10 anni, che arrivano al 36,4% del totale, 0,5 punti in più rispetto a febbraio 2025. Sale anche la fascia da 6 a 10 anni (19,7%) e perde 2,3 punti quella da 4 a 6 anni, al 10,9%. Nel complesso, le minivolture di vetture fino a 4 anni coprono il 33%, 1 punto in più rispetto al 2025.
Nel secondo mese del 2026 la Lombardia concentra il 16,4% degli scambi, seguita da Lazio (9,8%) e Campania (9,1%). Al quarto posto resta la Sicilia (8,1%), davanti al Veneto (8%).