“La Rete certificata”, sottolinea l'Unione delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica, “nasce dalla consapevolezza che oggi non basta più distinguere tra operatori autorizzati e non autorizzati”, ma che è necessario introdurre un ulteriore livello di professionalità. Le pratiche automobilistiche, infatti, coinvolgono registri pubblici - l'Archivio nazionale veicoli della Motorizzazione civile e il Pubblico registro automobilistico gestito dall'Aci - e sono caratterizzate da una digitalizzazione particolarmente spinta. E siccome “ogni operazione può avere effetti giuridici ed economici rilevanti, la fiducia negli operatori è un elemento chiave di tutela dell'interesse pubblico”. Dunque, rivolgersi a un'agenzia certificata, secondo l'associazione, significa contare su un operatore continuamente e obbligatoriamente formato, sottoposto a controlli da parte della stessa associazione, vincolato a specifiche norme etiche e operative contenute nel regolamento della Rete certificata e tenuto a fornire un servizio altamente professionale nei confronti dei cittadini e delle imprese clienti.
Il tutto in sinergia con le principali istituzioni coinvolte nella gestione della mobilità e della sicurezza, ossia la Polizia Stradale - alla presentazione dell'iniziativa era presente il direttore del servizio Santo Puccia - e la Motorizzazione Civile, rappresentata nella sala stampa della Camera dal direttore Gaetano Servedio.
Ma come si farà a distinguere un'agenzia certificata - ossia in possesso di particolari requisiti organizzativi, professionali e deontologici - da una che non lo è? Da un contrassegno anticontraffazione prodotto dal Poligrafico dello Stato - alla presentazione dell'iniziativa era presente il direttore generale dell'IPZS, Maurizio Fatarella - che gli aderenti alla Rete certificata applicheranno all'ingresso dell'agenzia.