Parte dal Museo Enzo Ferrari di Modena l'avventura 2026 delle Ferrari 499P, chiamate a difendere i titoli Costruttori e Piloti del FIA World Endurance Championship conquistati lo scorso novembre in Bahrain. Un luogo simbolico, scelto non a caso, per aprire una stagione che per il Cavallino Rampante non è quella della celebrazione, ma della responsabilità.
Un concetto ribadito da Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti, che ha messo subito in chiaro l'approccio della squadra: “Non viviamo di ricordi. Nel 2026 affronteremo ogni gara come se fosse una prima volta”.
Il vernissage modenese ha segnato l'esordio pubblico della nuova livrea della Ferrari 499P, schierata da Ferrari - AF Corse, impreziosita dagli allori iridati FIA riservati ai Campioni del Mondo in carica. Un dettaglio tutt'altro che ornamentale: gli allori sui passaruota anteriori, sotto lo Scudetto, e quelli dedicati ai piloti campioni del mondo sulla vettura numero 51 rappresentano uno stimolo ulteriore per una squadra chiamata a confermarsi al vertice. Gli equipaggi restano invariati per il quarto anno consecutivo. La Ferrari 499P numero 50 sarà affidata ad Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, mentre la numero 51 vedrà nuovamente in azione Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, reduci dal titolo Piloti 2025. Una scelta di continuità che riflette la filosofia di Maranello: consolidare ciò che funziona, intervenendo con misura dove serve.Il campionato FIA WEC 2026 conferma otto appuntamenti, sugli stessi circuiti delle ultime stagioni, con un avvio posticipato rispetto al 2025. Dopo il Prologo al Lusail International Circuit (22–23 marzo), il debutto stagionale avverrà con la 1812 km del Qatar il 28 marzo. Seguiranno Imola (19 aprile), Spa-Francorchamps (9 maggio), Le Mans (13–14 giugno), San Paolo (12 luglio), Austin – COTA (6 settembre), Fuji (27 settembre) e Bahrain, a Sakhir, il 7 novembre.
Difendere un titolo mondiale nell'endurance moderno significa affrontare uno scenario tecnico e sportivo in continua evoluzione. Ferrari lo farà partendo da una base solida, ma con la consapevolezza che, nel WEC, nulla è mai garantito.