Dal punto di vista regolamentare, la Hypercar italiana non introduce nuovi Joker tecnici rispetto a quanto già visto nella seconda parte della stagione 2024. Eppure, sotto la carrozzeria, il lavoro svolto durante l'inverno è stato intenso.
“Le gare più difficili del 2025 sono state quelle che ci hanno insegnato di più”, spiega Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars. “Abbiamo dovuto ri-omologare la vettura - aggiunge l'ingegnere - e adattarci a una nuova finestra di performance dopo le misurazioni aerodinamiche effettuate nella nuova galleria del vento negli Stati Uniti”.
La conseguenza è una ricalibrazione complessiva del comportamento aerodinamico, con interventi mirati soprattutto sul fondo, per centrare i target di carico e resistenza richiesti dal regolamento. Cambiamenti apparentemente piccoli, ma capaci di modificare in modo sensibile il bilancio complessivo della vettura, imponendo un nuovo lavoro di messa a punto.
Il powertrain rimane uno dei punti di forza della Ferrari 499P. Il V6 biturbo in posizione centrale-posteriore, abbinato all'unità elettrica ERS sull'asse anteriore, continua a rappresentare un esempio concreto di trasferimento tecnologico tra competizione e produzione stradale, mantenendo quell'equilibrio tra prestazione ed efficienza che ha caratterizzato il progetto sin dal debutto nel 2023. Un capitolo chiave dello sviluppo 2026 riguarda gli pneumatici Michelin di nuova generazione. “Stiamo ancora esplorando completamente le mescole”, spiega ancora Cannizzo. “C'è un miglioramento nel warm-up, ma dobbiamo comprendere a fondo l'interazione tra gomme e set-up della vettura”. Un lavoro di correlazione che proseguirà fino alle prime gare.Dal lato piloti, l'approccio resta pragmatico. Antonio Fuoco parla di continuità e riduzione degli errori, Miguel Molina individua in Qatar e Le Mans i primi veri banchi di prova della stagione, mentre Nicklas Nielsen sottolinea come l'esperienza accumulata dal 2023 debba ora tradursi in maggiore costanza, anche sui tracciati più complessi.
La Ferrari 499P 2026 non promette rivoluzioni. Promette qualcosa di più difficile: confermare, gara dopo gara, che il progetto vincente degli ultimi anni è ancora quello giusto.