Il documento è stato firmato alla presenza del CEO di McLaren Racing, Zak Brown, e dell'amministratore delegato di ATM, Giovanni Delfino, con James Barclay, Executive Director di McLaren Endurance Racing, a suggellare l'accordo. “Per ATM è un momento storico”, ha commentato Delfino. “Essere al fianco di McLaren Racing in una sfida così ambiziosa ci riempie di orgoglio. L'endurance è nel nostro DNA e siamo pronti a dare il massimo per sostenere un progetto di altissimo profilo”. Il riferimento, oltre all'impegno tecnico, è alla complessità dell'applicazione in LMDh – regolamento che richiede soluzioni ibride e componenti altamente performanti – dove il ruolo di ATM sarà cruciale nel garantire affidabilità e performance.
Con i nuovi regolamenti F1 al banco prova e con i titoli piloti e costruttori da difendere, il 2026 sarà certamente un anno delicato per McLaren, con gli ingegneri che dovranno dare il massimo dentro e fuori i paddock su più fronti: il Circus e l'endurance. Infatti il debutto in campionato della hypercar inglese è fissato per il 2027 e il reparto tecnico ha solo un anno per sviluppare al meglio tutte le componenti. Il motore, come ricordiamo, sarà un sei cilindri biturbo prodotto dalla ATM – Autotecnica Motori accoppiato al sistema ibrido standard per tutti i team fornito dalla Bosch-Williams. La vettura sarà sviluppata secondo il regolamento LMDh con telaio firmato Dallara, mentre la trazione sarà esclusivamente posteriore, con motore termico e unità elettrica che agiranno esclusivamente sull'asse al retrotreno. I numeri scelti – 59 e 95 – degli equipaggi non sono casuali: il primo è un tributo alla F1 GTR che vinse Le Mans nel 1995 con Lehto, Dalmas e Sekiya; il secondo, all'anno di quella storica impresa.