La tesi del ministero è che, mentre il volante tradizionale circolare offre un'ampia area di ammortizzazione per il conducente, quello aeronautico farebbe scivolare l'occupante in avanti, esponendolo a impatti con le strutture dell'abitacolo. Lo “yoke” lascia scoperte le zone dove la norma richiede che avvenga l'impatto di prova (la parte superiore della corona): manca l'area di assorbimento dell'energia. Inoltre, in un volante circolare, il “cuscino” trova una base d'appoggio stabile: al contrario, in quello a cloche, ci sarebbe il rischio che l'airbag si posizioni in modo anomalo. Oppure che, durante l'impatto, testa o torace del guidatore colpiscano le parti rigide esposte del volante (le “corna”). Infine, la struttura ridotta non riuscirebbe a trattenere eventuali frammenti metallici o plastici generati dall'esplosione del modulo airbag, proiettandoli verso il conducente.
In uso da un decennio, l'attuale standard cinese sui volanti viene ritenuto inadeguato per valutare le nuove tecnologie emerse col boom delle auto elettriche, dotate di elementi di design particolari. Pur senza nominare in modo esplicito il volante a cloche, questo viene di fatto messo all'angolo: le nuove regole stabiliscono soglie rigorose per lo spostamento verso l'alto e all'indietro del piantone dello sterzo durante le collisioni, ed eliminano le esenzioni per i test di impatto umano oggi consentite in determinate condizioni. Le future normative richiedono prove di impatto in 10 punti della corona del volante, inclusi quello medio dell'area più debole e quello medio dell'area non supportata più corta. Siccome nei volanti a cloche la struttura fisica non copre tutti i punti richiesti dal test, soddisfare i criteri diventa impossibile. Per non dire che la norma vieta la proiezione di “proiettili” rigidi verso gli occupanti durante l'apertura dell'airbag.
Al di là della sicurezza, in Cina diversi proprietari di auto elettriche con volanti a cloche segnalano qualche difficoltà d'uso quotidiano nelle manovre come inversioni a U e parcheggi. Molti utenti lamentano anche difficoltà nell'operare con una sola mano e contatti accidentali con gli schermi della plancia. Insomma, un conto è quel volante in F1, un altro è lo stesso dispositivo per la guida nei centri urbani. Pechino detta la linea con fermezza: l'innovazione tecnologica ha via libera solo se non compromette l'incolumità di guidatore e passeggeri.