Doccia fredda anche per l'auto: l'accordo è stato congelato


Data inizio: 21-01-2026 - Data Fine: 21-03-2026


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Il trattato fra Ue e Mercosur viene congelato in attesa che la Corte di giustizia europea esprima il proprio parere legale. Il Parlamento Ue ha infatti appena deciso di inviare il testo dell'accordo commerciale al massimo tribunale europeo con 334 sì, 324 no e 11 astenuti: non è una bocciatura definitiva, ma le tempistiche prima di un eventuale via libera rischiano di allungarsi (potrebbero volerci mesi prima che i giudici si esprimano).

L'Aula ha approvato la richiesta di domandare il parere della Corte, presentata da un gruppo di eurodeputati provenienti dalla Sinistra Ue, dai Verdi e da una parte dei Liberali: erano favorevoli al rinvio Grecia, Francia, Polonia e Romania. Un blitz all'Eurocamera che ha avuto successo nonostante la contrarietà di Germania, Italia e Spagna.

Due possibilità

Mentre la Commissione deplora il rinvio alla Corte, parlando di “questioni già affrontate”, la palla passa al Consiglio europeo straordinario di domani: dovrà decidere se procedere comunque con l'applicazione dell'accordo in via provvisoria. A spingere verso questa soluzione c'è la Germania. In alternativa, si dovrà attendere il parere dei giudici, sulla base del quale il Parlamento tornerà a esprimersi.

I conti di Bruxelles

Quello tra Ue e Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) è un accordo di libero scambio che prevede la riduzione di molti dazi commerciali: già siglato il 18 gennaio 2026 in Paraguay, ad Asunción, deve ottenere il sì finale dei Paesi europei e sudamericani. La decisione del Parlamento Ue è una doccia fredda per la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che pochi minuti prima aveva lodato il patto in seduta plenaria, sostenendo come l'export verso le nazioni sudamericane possa aumentare di 20 miliardi di euro, crescendo del 200% (senza però specificare l'arco temporale). Il capo dell'esecutivo Ue prospetta guadagni significativi per vari settori: dalla chimica ai macchinari, passando per latticini, vino, liquori e olio, nonché per l'auto, specie l'industria tedesca. Oltre a questo, si lavora anche a un secondo accordo con l'India.




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