Entro l'estate l'attuale board passerà dagli attuali 29 a 19 membri, con il taglio di dieci posizioni al suo interno. Ogni brand sarà guidato da quattro membri del consiglio di amministrazione al posto degli attuali sette: il Ceo e i responsabili di finanza, vendite e risorse umane. Sviluppo, produzione e acquisti verranno centralizzati a Wolfsburg e gestiti da Kai Grünitz (sviluppo), Karsten Schnake (acquisti) e Christian Vollmer (produzione).
I dirigenti dei singoli brand che in precedenza si occupavano di questi settori saranno riallocati in posizioni meno rilevanti. "Se riduciamo il personale ai livelli più bassi, dobbiamo anche dare un segnale a quelli più alti", ha dichiarato un portavoce della Casa tedesca.
In questo nuovo assetto organizzativo, i quattro membri dei Cda di ciascun brand, insieme al Cfo del gruppo Volkswagen David Powels e al responsabile del Brand Group Core Thomas Schäfer, andranno a costituire il Brand Group Core Board of Management, che si occuperà di prendere decisioni che riguardano in maniera trasversale tutti i brand principali del gruppo.
L'obiettivo generale, spiega il costruttore tedesco, è "ridurre i livelli manageriali, snellire processi, strutture e percorsi decisionali", migliorando l'efficienza complessiva all'interno del Brand Core Group. "Porremo la nostra attenzione sull'efficienza manageriale, nonché su una velocità di processo più rapida per prodotti più competitivi. La nuova governance riduce costi e strutture, aumentando al contempo il nostro livello di efficienza", spiega Thomas Schäfer.
Questa ristrutturazione permetterà al gruppo di concentrarsi maggiormente su settori strategici come software e batterie, sfruttando sinergie ed economie di scala già presenti, e al tempo stesso di snellire i flussi operativi nelle sedi produttive del gruppo. Queste ultime verranno organizzate in cinque macro-regioni, che si muoveranno in maniera più indipendente e flessibile (e quindi, dice Volkswagen, più efficiente).
Nella sola area di produzione il gruppo stima un risparmio, da qui al 2030, di un miliardo di euro, di cui circa 600 milioni in costi di personale e 400 in risparmi nella produzione grazie all'uso di piattaforme condivise.