Changan e Dongfeng in trattative avanzate per la fusione


Data inizio: 04-04-2025 - Data Fine: 04-06-2025


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Sono sempre più concrete le possibilità di una fusione tra due dei maggiori costruttori cinesi: nascerebbe così un nuovo colosso automobilistico con una produzione annuale di oltre 5 milioni di veicoli. Dopo le indiscrezioni di alcune settimane fa, spuntano nuovi rumor e a lanciarli non è un media locale, ma nientemeno che il New York Times. Dongfeng Motor e Changan Automobile, scrive l'autorevole testata americana, sono in trattative avanzate per definire i dettagli della loro aggregazione e hanno già informato delle loro intenzioni i partner esteri: Ford, Honda e Nissan.

Le pressioni di Pechino. Le nuove indiscrezioni arrivano a circa due mesi dai comunicati con cui le due aziende hanno annunciato la decisione dei rispettivi azionisti di controllo di valutare una revisione degli assetti azionari che potrebbe determinare delle modifiche alla struttura proprietaria. Le due comunicazioni, sostanzialmente analoghe nella forma e nella sostanza, hanno alimentato le speculazioni e le attese su un'operazione fortemente auspica dalle autorità di Pechino. Del resto, la catena di controllo sia della Dongfeng, che della Changan porta fino alla Sasac (State-owned Assets Supervision and Administration Commission), una commissione speciale sotto diretta supervisione del Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese, ossia il governo centrale. E Pechino ha tutta l'intenzione di sfoltire l'enorme pletora di costruttori e marchi attivi in Cina, anche per ridurre i rischi associati a una fortissima sovracapacità produttiva. Generalmente il tasso di utilizzo minimo affinché una fabbrica automobilistica sia redditizia deve essere del 60/80%: in alcuni casi, soprattutto europei, deve salire anche al 100% per garantire la sopravvivenza di uno stabilimento di assemblaggio. Ebbene, secondo dati di AlixPartners citati dal New York Times, l'anno scorso le fabbriche di Dongfeng hanno visto il tasso attestarsi al 48% e quelle di Changan al 47%. Pechino spera ora che l'aggregazione spinga la nuova società a chiudere impianti e ad avviare una ristrutturazione che ponga le basi per una maggior penetrazione nell'elettrico. Non a caso, Gou Ping, vicedirettore della Sasac, ha di recente parlato della necessità di "attuare una ristrutturazione strategica delle imprese automobilistiche statali" e di concentrarsi sulle auto a batteria. 




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